La triste storia dello Zuccherificio del Molise: ansia, rabbia ed aspettative al presidio permanente. Ma la fine è arrivata

4Ancora pochi giorni ed il sipario sarà definitivamente calato sullo Zuccherificio del Molise. Una delle più grandi aziende del basso Molise che da 46 anni occupa le cronache locali. Ma dopo tante battaglie, questa volta, siamo davvero arrivati alla fine.

I lavoratori per il momento, e per tre giorni, sono stati messi in ferie forzate. I cancelli dell’opificio da ieri sono chiusi, dentro un silenzio ed un vuoto desolanti. Loro, i lavoratori, non se la sentono però di abbandonare tutto così, e da ieri sono in presidio permanente. Quasi a voler sottolineare che sono disposti a tutto per far riaprire quelle porte e tornare a lavorare oppure a trovare una soluzione lavorativa per quelle 71 persone che a tutti gli effetti sono e per il momento restano dipendenti dello Zuccherificio del Molise.

Arrivano alla spicciolata, si radunano formano un presidio e con lo striscione dello Zuccherificio in mano occupano simbolicamente per qualche istante i binari che si trovano nei pressi della stazione ferroviaria che rimane ad uno schiocco di dita dal grande silos dell’impianto che in tempi floridi era stracolmo di zucchero assicurando a tutti il lavoro. Oggi non è più cosi, ed allora riuniti su quei binari tutti insieme, ed in coro, i dipendenti dello Zuccherificio urlano più volte “vogliamo il lavoro, vogliamo il lavoro”.

23Poi, invece, per attestare la fede al loro lavoro come allo stato italiano canto l’inno di Mameli a squarciagola. Una semplice sensibilizzazione per far capire che, per loro, una soluzione va trovata ed anche subito. Prima che la mobilità se li porti via definitivamente e che spezzi quella sottilissima linea che ancora li tiene collegati all’opificio. Poi arriva l’assessore regionale all’agricoltura Vittorino Facciola che porta la sua solidarietà ai lavoratori. Ma ci vuole ben altro, ci vogliono soluzioni che al momento non ci sono. Si apprende anche che è stata concessa l’area di crisi semplice ma questo cambia ben poco.

Si può però sperare in una ricollocazione dei dipendenti se tutto andrà come sperato. I lavoratori però ormai conoscono quello che sarà il finale dell’impianto dopo 46 anni di onorata carriera. Difficile che si torni indietro, ecco perché qualcuno spera che la cassaintegrazione possa precedere la mobilità. In quel modo ci sarebbe ancora qualche tempo per sperare in una nuova soluzione. Di contro però Facciola ha parlato della mobilità e della speranza di vendere l’impianto così da poter trattare con i nuovi acquirenti eventuali posti di lavoro.

51Il clima non è dei migliori, nel finale di questa storia ci sono molti vinti e pochi vincitori. I dipendenti dello Zuccherificio del Molise si sentono per certi versi dipendenti regionali e chiedono aiuto per una eventuale ricollocazione anche in altri settori. Non è possibile, ha spiegato l’assessore Facciola seppur lo stesso ha cercato di far capire che fino alla fine saranno ipotizzate e vagliate soluzioni in favore dei lavoratori.

Poi scatta la pausa merenda, il presidio si riunisce intorno ad un tavolo. Pane e olio ed un bicchiere di vino. In tipico stile contadino. Qualcuno tra un morso di pane ed un sorso di vino ricorda l’ultima mini campagna di inizio settembre. Tre giorni, un autentico specchietto per le allodole e per non far perdere la commessa. “In quei giorni – commenta qualcuno – già conoscevamo il finale di questa storia. Entravamo in fabbrica con la maglia sulle spalle, timbravano e dopo il lavoro tornavamo a casa con le lacrime agli occhi”. Un ultimo ringraziamento ironico, alcuni lavoratori, lo hanno voluto rivolgere al sindaco di Termoli Angelo Sbrocca, “Oltre che sindaco è anche il presidente del consorzio industriale della Valle del Biferno. Non si è mai fatto vedere, non si è mai fatto sentire. Mai una parola. Lo ringraziamo di cuore”. 

Oltre alla solidarietà dell’assessore all’agricoltura Vittorinoi Facciolla si sono recati in queste ore allo Zuccherificio, per esprimere la loro vicinanza ai lavoratori, anche la parlamentare Laura Venitelli, l’ex consigliere regionale Antonio D’Ambrosio ed i consiglieri comunali al comune di Termoli Michele Marone e Nick Di Michele.

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