“Io non rischio”, il Sae 112 in piazza per far conoscere e prevenire i rischi da alluvione

img_5209“Io non rischio”. Si chiama così la campagna anti alluvione porta in piazza dal Sae 112 di Termoli per far conoscere quelle che possono essere le iniziative fondamentali per difendersi e proteggersi da eventuali inondazioni.

Due giorni di sensibilizzazione portati in piazza Monumento da Matteo Gentile e dai suoi volontari che avvicinando i termolesi hanno distribuito opuscoli e ricordato quanto avvenne nel 2003 con l’alluvione in basso Molise. Danni incalcolabili a strade, aziende ed abitazioni. Senza pensare a quel che accadde in diverse fattorie della zona.

Le buone pratiche di protezione civile sono dunque a portata di mano e con dei piccoli memorandum è possibile difendersi da eventi calamitosi che hanno come protagonisti l’acqua.

I volontari del Sae 112 hanno partecipato a corsi di formazione nei mesi scorsi e oggi sono pronti a scendere in campo in caso di necessità. Anche solo per illustrare e prevenire così come richiesto dalla campagna nazionale voluta dalla Protezione Civile in collaborazione con Anpas, l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, la Reluis rete di laboratori universitari di ingegneria sismica e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Semplici e di facile lettura i volantini distribuiti in piazza, dal cosa fare durante l’allerta, durante l’alluvione e dopo l’evento calamitoso. Piccole e semplici regole da apprendere per capire in che img_5206img_5207modo agire, perché il detto “è meglio prevenire che curare” è sempre valido anche in questo ambito. In piazza anche delle lavagne con le foto di quanto accadde tredici anni fa proprio per non dimenticare .

Con la campagna “Io non rischio” l’intento è di rivolgersi ai cittadini con l’obiettivo di promuovere un ruolo attivo nel campo della prevenzione e dei rischi. Situazioni che solitamente tutti sono portati a sottovalutare, ma con una giusta formazione ed informazione si potrebbe agire con le giuste metodiche che potrebbero far risparmiare tempo limitando i danni.

Il Sae 112 per due giorni ha cercato di avvicinare più persone possibili puntando su due domande fondamentali riportate nelle brochure.

“Cosa devi sapere” e “Cosa devi fare”, seguendo alla lettera le informazioni divulgate dai volontari e leggendo attentamente quanto distribuito in piazza si potrebbe già essere a metà dell’opera. Perché “la diffusione di informazioni sul rischio alluvione è una responsabilità collettiva, a cui tutti dobbiamo contribuire”.

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