Le ragioni del “Si”: per il ministro all’Agricoltura Martina intervenuto a Termoli “svolta necessaria per il Paese”

img_6133“Una svolta necessaria per il Paese”, Così il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina intervenuto a Termoli per portare avanti la campagna referendaria in favore del governo Renzi ed a sostegno del “Si”. Ad attenderlo per l’incontro che si è tenuto al cinema Sant’Antonio erano presenti tutti i vertici del Partito Democratico.

Ad iniziare dal presidente della regione Paolo Di Laura Frattura, il segretario regionale Micaela Fanelli, l’onorevole Laura Venitelli e l’assessore all’agricoltura Vittorino Facciolla. Prima dell’inizio dell’incontro e prima del saluto del sindaco di Termoli Angelo Sbrocca, il ministro Martina ha incontrato i lavoratori dello Zuccherificio del Molise e gli associati della Coldiretti. Sullo Zuccherificio del Molise il ministro ha detto di conoscere perfettamente la situazione che considera ancora aperta anche se la soluzione della vertenza non sembra essere dietro l’angolo.

“E’ una svolta necessaria per il Paese – ha esordito davanti ai giornalisti il ministro Martina parlando del Referendum -. Abbiamo bisogno di istituzioni più semplici, più sobrie e più veloci. E se guardiamo gli interessi delle nostre imprese e del mondo agricolo e delle piccole e medie imprese, che hanno bisogno di risposte veloci, non possiamo non sostenere questa riforma.

img_6136img_6131Purtroppo per troppo tempo il Paese ha aspettato e rinviato, ha fatto finta di volere il cambiamento salvo il fatto di non riuscire poi mai a praticarlo. Io penso che siamo ad un passaggio fondamentale, sostenere il si vuol dire dare una mano a tutti. Penso che la scelta è in mano agli italiani per tradurre dalle parole ai fatti questo cambiamento utile, spero ci aiutino. Abbiamo bisogno che le istituzioni siano più rapide anche nel fare le leggi.

Anche nei numeri, 950 parlamentari che fanno esattamente lo stesso lavoro alla Camera ed al Senato non esistono al mondo in fatto di proporzione rispetto alla popolazione di riferimento. Fare questo lavoro vuol dire rafforzare la democrazia e la capacità di risposta ai nostri cittadini. Quindi spero tanto che i cittadini riescano a comprendere insieme a noi che questo è uno sforzo utile indipendentemente da tutti. Se l’Italia esce con un si forte dal referendum darà anche un segnale forte di cambiamento all’Europa”.

Poi parlando dello Zuccherificio e della triste situazione che stanno vivendo i settanta dipendenti che attendono ancora risposte il ministro Martina ha così risposto, “Questo è un problema che ci img_6119siamo trovati di fronte un minuto dopo che ci siamo insediati. Abbiamo cercato di gestirlo con la massima serietà con le istituzioni locali. Credo che sia debba ancora lavorare a garanzia di questi settanta lavoratori. Proprio ieri ho sentito il ministro Bellanova e convocheremo al Mise un tavolo a dicembre per fare ancora una volta il punto della situazione con le istituzioni locali e per cercare le soluzioni più utili. Nessuno di noi vuole lasciare a casa qualcuno però dobbiamo renderci conto che questa è una storia complessa e che negli anni ha preso vie sbagliate. Abbiamo il compito di cercare di risolverla senza però illudere le persone perché è la cosa più brutta che ci possa essere”.

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