Dibattito pubblico in “salsa termolese” bocciato e deriso dai comitati no tunnel. A dicembre manifestazione di piazza per tenere alta la sensibilizzazione

img_6189Si gioca a suon di incontri pubblici la partita sul tunnel di Termoli. Fatto salvo il fatto che l’opera, a meno di grandi sorprese si farà, sono l’informazione e la contro informazione a farla da padroni. Ognuno vuol dire la sua, ognuno delle parti invita ospiti a relazionare sulla infrastruttura che dovrà sorgere quasi sotto le vecchie mura del borgo per poi arrivare sul lungomare nord. Questa volta a parlare sono stati i comitati no tunnel che grazie a relatori di diverse categorie hanno cercato di far luce, ancora una volta, sulle criticità dell’infrastruttura.

Grasse e grosse risate quando nella sala del cinema Sant’Antonio sono stati proiettati alcuni stralci del dibattito pubblico organizzato dall’amministrazione comunale. Paradossi sottolineati più volte ed incertezze ripetute a più riprese. Ma è stato solo un attimo in quanto poi la parola è passata ai relatori, ad iniziare dal professor Rossano Pazzagli dell’Università degli Studi del Molise il quale, tra i vari passaggi, ha spiegato come doveva essere impostato proprio il dibattito pubblico.

Partire dal punto zero e non ad opera ormai presentata e media e cittadini. In poche parole un dibattito “monco” proprio per la possibilità di far valere il proprio pensiero. Così come è stato impostato a Termoli è sembrato invece solo per pochi intimi e per soddisfare alcuni dubbi e curiosità. Con il professor Pazzagli sono intervenuti anche l’architetto Errico D’Errico che ha parlato del piano del traffico che dovrebbe essere istituito ad opera ultimata.

img_6187img_6188Un piano che, a vedere i fulmini del dibattito pubblico, non è ancora chiaro neanche ai protagonisti di questa vicenda che in alcuni passaggi hanno fatto intendere che prima di stabilire quale sarà la circolazione sarà avviata una “simulazione cinematografica”, ed anche in questo caso le risate in sala non si sono risparmiate. Il moderatore dell’incontro, il giornalista indipendente Antonio Celio, ha poi passato la parola all’ingegner Claudio Troisi dell’Università Federico II di Napoli che ha bocciato l’infrastruttura in quanto, parlando dei parcheggi, sembra spropositato il numero dei posto auto rispetto al reale fabbisogno della città.

Il professor Troisi, che redige Project Finanging, ha lasciato intendere che già dall’ingresso la struttura riserverebbe delle criticità e non gli spazi adeguati. E’ stata poi la volta di Gabriella Di Rocco, archeologa dell’Università Lumsa di Roma e per ultimo l’architetto Michele Porsia, Teorie e tecniche della pianificazione dell’Unimol.

Poi spazio alle domande dei presenti, tante e ben rappresentate per capire in che direzione muove la città adriatica con la grande infrastruttura che ha catalizzato tutta l’attività amministrativa di Termoli. I comitati no tunnel hanno anche annunciato una manifestazione di piazza che si terrà verso la metà del prossimo mese di dicembre.

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