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Parisi a Termoli: sinergie tra Energie per l’Italia e Azione Civica Molise

dsc_2150E’ stato subito forte l’impatto tra Stefano Parisi e Termoli. Grazie all’iniziativa di Azione Civica Molise e di Michele Marone i termolesi ed i molisani hanno potuto ascoltare da vicino uno dei personaggi del momento. Il dottor Stefano Parisi non ha sicuramente disatteso le aspettative se è vero che ad ogni suo passaggio il numeroso pubblico presente in sala lo ha accompagnato con un applauso.

Parisi ed il suo staff sono arrivati a Termoli per far conoscere il neonato movimento che negli ultimi mesi ha toccato quasi tutta la penisola italiana. “Energie per l’Italia” ha però acceso la sua prima lampadina propria a Termoli in quanto solo alcuni giorni fa il movimento che fa capo a Stefano Parisi è stato ufficialmente presentato a Milano.

Il prossimo 13 dicembre sarà invece Roma la prescelta per un secondo battesimo ufficiale. Introdotto da Vincenzo Rossi che ha ripercorso gli scritti di Don Luigi Sturzo prima e poi da Michele Marone poi, Stefano Parisi ha subito fatto capire di che pasta è fatto all’insegna della parola “rinnovamento”.

All’interno del centrodestra sembra uno dei predestinati a “ricucire” l’area moderata dei popolari liberali se è vero che negli ultimi anni “la coalizione di centrodestra ha perso dieci milioni di voti”. Parisi si è più volte richiamato alla disaffezione per la politica ed alle problematiche interne della coalizione puntando la propria attenzione a quella parte di persone che devono tornare attive perché nuovamente stimolate dalla politica e dall’attenzione per le problematiche del Paese.

Una mission che negli ultimi tempi i politici italiani non sono più riusciti a portare a termine in quanto affaccendati a risolvere prima i problemi interni tralasciando le vere problematiche che attanagliano la comunità.

e“Oggi – ha esordito Stefano Parisi nel suo intervento – accendiamo la nostra prima lampadina a Termoli perché le scommesse le vogliamo vincere. Bisogna rifondare profondamente la politica e questo si può’ fare solo con persone che hanno voglia di mettersi in gioco. Dobbiamo farlo attraverso i nostri principi fondamentali di popolari liberali. E’ sconcertante l’impoverimento del nostro Paese e la stagnazione economica. Dobbiamo recuperare la nostra cultura nazionale e quella dei territori facendo riferimento alle tradizioni. La comunità non ha più riferimenti, la sinistra non è in grado di capire ciò che avviene nella società. Bisogna rimettere in moto il ragionamento politico, abbiamo bisogno di persone nuove con capacità di governo, dobbiamo ricostruire un Paese raso al suolo”.

Il tutto secondo Stefano Parisi dovrà essere attuato attraverso una azione di verità, “troppa politica prende in giro le persone, attraverso il referendum si sono raccontate cose false agli italiani da entrambe le parti. Non si dice più la verità”. Anche sulle tematiche europee Parisi sembra avere le idee chiare, “abbiamo bisogno di una Europa forte per dare sicurezza agli italiani, non una Europa che fa i conti e che riversa solo burocrazia sul Paese”. Poi i passaggi più significativi, “lo Stato è la nostra rovina perché la politica che ha gestito lo Stato ha tolto speranza, liberiamoci dal pensiero che lo Stato sia la nostra salvezza”. Prima di intervenire all’hotel Meridiano Stefano Parisi, accompagnato Stefano Marone, ha voluto anche incontrare i dipendenti dello Zuccherificio ancora in presidio permanente a causa delle note vicende che interessano l’opificio. “Abbiamo una burocrazia drammatica – ha detto Parisi -, l’occupazione la fanno i privati e non lo Stato. E lo Zuccherificio è uno degli esempi più lampanti della vostra regione”.

cPer salvare l’Italia occorrerebbero inoltre tasse più basse, “ed a quel punto ci sarebbe anche meno evasione”. Poi le tematiche che riguardano il Mezzogiorno d’Italia, “il sud – ha continuato Parisi – non deve sentirsi più in colpa, è ora di ricreare la fiducia, rifondare la politica recuperando circa dieci milioni di persone che prima votavano per il centrodestra e che adesso non vanno più a votare, E’ necessario avere una alternativa a Renzi e Grillo ed il sud è fondamentale per questo progetto. Adesso è ora di costruire il futuro della politica, c’è spazio e sono convinto che si può’ ricostruire. Alle prossime scadenze elettorali bisognerà avere l’opportunità di vincere e far rinascere il Paese”. Anche sulle tematiche del referendum Parisi è stato molto chiaro sull’intenzione di voto, “Un no per fermare questa riforma che rappresenterebbe un passo indietro e creerebbe molta confusione istituzionale. Le riforme vanno fatte bene e dopo questo no ci sarà una stagione di riforme che coinvolgerà tutto il popolo italiano”.

Nel suo intervento di introduzione invece Michele Marone ha voluto ripercorrere il suo cammino e quello di Azione Civica Molise che sembrano ricalcare fedelmente quello di Stefano Parisi e di Energie per l’Italia.

“Stefano Parisi – ha detto Michele Marone – e’ lontano dalle solite dinamiche, convinto e deciso nel portare avanti un rinnovamento che qualcuno sta cercando di ostacolare con la legge del contrappeso all’interno della coalizione. Ironia del destino, sembra quasi un percorso comune. Anche noi per una manciata di voti siamo usciti sconfitti, ma da quel momento siamo stati consapevoli di dover fare qualcosa per riavviavare e rianimare il dibattito all’interno del centrodestra molisano che da tempo non riesce più a trovare la sua identità perché fermo a vecchie logiche e confronti determinati solo dalla volontà di rappresentare il potere e non la collettività. Una coalizione, invece, che a livello nazionale pensa solo alla cabina di regia.

bDiverso invece l’approccio di Stefano Parisi che prima della leadership ha inteso parlare di contenuti e di mezzi per tornare nuovamente alla ribalta della politica nazionale e ricostruire una nazione che oggi si lecca le ferite a causa di un governo non eletto e tantomeno riconosciuto dalla maggior parte dei cittadini. Ci piace la sua sfida che sentiamo un po’ anche nostra. La situazione molisana ricalca fedelmente quella nazionale. Un governo che fino ad oggi ha disatteso tutte le richieste di aiuto dei molisani. Si pensa e si agisce solo per pochi e questo a noi non piace. Ci sono intere comunità del nostro Molise che necessitano di ogni tipo di interventi, eppure l’azione amministrativa è concentrata su poche direttive che continuano a deludere abbandonando le collettività ad un ruolo di secondo piano.

L’industria è alla berlina proprio grazie ai nostri politicanti, la guida della regione ha deluso fin dai suoi esordi e con il passare degli anni ha confermato tutti i suoi limiti e la voglia di fare solo determinate cose. Abbiamo esempi lampianti con la Sanità, lo Zuccherificio del Molise, la Gam di Boiano. Ma potremmo citare tanti altri esempi che dimostrano come la nostra regione, senza un cambio di rotta deciso, sia destinata al baratro. Tra pochi giorni saremo chiamati anche a pronunciarci sulla riforma costituzionale. Lo diciamo a gran voce, il nostro sarà un NO deciso contro chi vuole togliere la rappresentanza popolare alla collettività accentrando ancor di più il potere nelle mani di pochi. La collettività ha bisogno di esprimersi in ogni dove, in altro modo verrà meno il principio della rappresentanza che per il Senato sarà demandato ai consigli regionali. E noi questo non lo vogliamo.f

Non vogliamo un ruolo di secondo piano per i cittadini. Sarà un NO deciso anche perché in fin dei conti non ci piace l’azione politica del governo Renzi e le motivazioni che hanno indotto il centrosinistra a cercare di optare per una riforma costituzionale in un momento storico in cui il Paese chiede invece risposte per la sua stessa sopravvivenza. E’ per tutti questi motivi che oggi chiediamo a Stefano Parsi di voler tenere sempre in considerazione , nella elaborazione della sua proposta politica nazionale, delle esigenze delle aree strutturalmente più deboli.

Il molise è una di queste aree. Abbiamo l’onesta’ intellettuale di riconsoscere le nostre difficoltà, ma non vogliamo più essere soggetti passivi delle politiche centraliste nazionali che poi vengono riprodotte da classi dirigenti che sanno fare solo i forti con i deboli ed i deboli con i forti. Dare dunque attenzione anche alla nostra realtà disposta a collaborare fin da subito per le sorti di un Paese migliore, vogliamo essere aiutati a costruire progetti di sviluppo per il settore agricolo, agroalimentare, industriale, del turismo, dei servizi, del welfare. Quindi le chiediamo di sostenere la nostra positività e la nostra voglia di fare bene”.

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