L’ Avis e i giovani: una mission per garantire le donazioni di sangue e la salute di migliaia di persone

img_6748Le problematiche del sangue, i giovani futuro di tutto come donatori di sangue e di plasma. Sono gli spunti della sesta conferenza programmatica organizzata al cinema Oddo dall’Avis di Termoli che ha voluto nuovamente puntare l’attenzione sulle problematiche della donazione.

Un messaggio principalmente rivolto ai giovani come prima risorsa di un bene che si puo’ solo donare. Erano presenti il sindaco di Termoli Angelo Sbrocca, il dottor Pasquale Spagnuolo del centro trasfusionale dell’ospedale San Timoteo, la professoressa Maria Chimisso assessore comunale alle Politiche sociali, Gianfranco Massaro dell’Avis Molise, Antonio Sciandra presidente provinciale Avis e Mario Ianieri dell’Avis di Termoli.

Con loro anche i curatori del progetto Vittorio Durante, Vincenzo Iovine e Federica Ianieri.

In sala solo studenti di tutte le classi superiori della città adriatica tra i quali spiccavano già diversi donatori che dallo scorso anno si sono messi a disposizione.

img_6745A fare il punto della situazione sul coinvolgimento dei giovani a Termoli rispetto alle donazioni di sangue è stata Federica Ianieri che ha tracciato anche il bilancio dell’ultimo anno.

Premiata la scuola che ha raggiunto più numero di donatori e quei ragazzi delle scuole. Da ottobre al 5 dicembre sono state senbilizzate nuove classi rispetto alla donazione del sangue.

“Speriamo – ha detto Federica Ianieri – che i giovani rimangano sempre sensibili rispetto a queste donazioni, sono una risorsa per il sangue da donare. I giovani sono utili per far incrementare donazioni e le cure che interessano le problematiche sanguigne”.

Quanti giovani hanno risposto all’appello dell’Avis di Termoli?

“Lo scorso anno abbiamo incontrato settecento ragazzi. E di questi 213 sono diventati donatori attivi, nel senso che hanno fatto più di una donazione. Quest’anno la popolazione studentesca è diminuita perché erano diminutite le nascite, quindi abbiamo incontrato 600 ragazzi e dai questionari abbiamo visto che circa 400 sono intenzionati ad avvicinarsi al mondo dell’Avis. Però bisognerà vedere in quanto vanno valutate le idoneità e le condizioni dell’individuo. Solo a quel punto si potrà diventare donatori a tutti gli effetti”.

Quale puo’ essere infine il nuovo messaggio per aumentare il bacino di utenza dei donatori di sangue?

“Il messaggio è quello di riuscire ad avvicinare più giovani possibili alla donazione perché si tiene sotto controllo la salute e per garantire le cure di salute future a tutti coloro che ne avranno bisogno”.

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