Era di Roccavivara il 22enne ucciso a Vasto con quattro colpi di pistola

Italo D’Elisa, il 22 originario di Roccavivara

Italo D’Elisa, il 22enne ucciso a Vasto con quattro colpi di pistola in via Perth era molisano. Esattamente di Roccavivara, paese dei genitori. Tutti sgomenti anche in Molise e, in special modo a Roccavivara, per la fine del giovane rimasto vittima dell’aggressione a mano armata del 35enne Fabio Di Lello. Un grave episodio di sangue finito sulle prime pagine di tutti gli organi di informazione nazionale che ha riaperto il dibattito sugli omicidi stradali.

Italo D’Elisa, infatti, nello scorso mese di luglio aveva ucciso in un incidente stradale la moglie di Di Lello, la 35enne Roberta Smargiassi. Sembra che il giovane non abbia rispettato il rosso ad un semaforo proprio nel momento in cui sopraggiungeva Roberta Smargiassi in sella al suo scooter.

L’impatto era stato violentissimo quella sera e la donna venne sbalzata dal mezzo, morendo poco dopo in ospedale. Da allora il marito non si è mai dato pace. In memoria di Roberta era stata organizzata a Vasto anche una fiaccolata proprio per chiedere giustizia in sua memoria. A fine febbraio, intanto, era stata convocata l’udienza preliminare per l’eventuale rinvio a giudizio del giovane che, tuttavia, a tre mesi dal fatto aveva riottenuto la possibilità di condurre almeno la moto per andare al lavoro.

Un evento quest’ultimo non digerito dal marito della 35enne, che dal giorno della sua morte non si è dato più pace fino a ieri pomeriggio quando, in via Perth ha atteso Italo D’Elisa dopo di che ha estratto la sua pistola lasciandolo esamine a terra senza vita. Fabio Di Lello è poi scappato raggiungendo il cimitero, dove davanti alla tomba della moglie ha lasciato la pistola utilizzata per il delitto in una busta.

Solo dopo ha telefonato all’avvocato Cerella e si è consegnato spontaneamente ai Carabinieri che lo hanno arrestato. Secondo l’avvocato difensore di Di Lello il molisano D’Elisa non si sarebbe mai pentito di quanto avvenuto nell’incidente stradale mostrandosi sempre con atteggiamento “strafottente” nei confronti di Di Lello ogni qual volta che i due si sono incrociati. “Gli accelerava davanti con la moto” – ha detto, infatti, Cerella a Radio Capital.

Versione invece in parte smentita dall’avvocato di Italo D’Elisa che ha riferito che la notte dell’incidente stradale il suo assistito non era risultato positivo nè all’alcol, nè alla droga e si era anche fermato subito dopo l’incidente per verificare l’accaduto. Il padre di D’Elisa ha invece detto “alla fine me lo hanno ammazzato”.

Tanta in questi mesi la tensione a Vasto, tanta la tensione tra le due parti legali che più volte erano state richiamate. Tanto stupore, infine, e tanta incredulità anche a Roccavivara paese d’origine di D’Elisa. Il sindaco ha rilasciato alcune dichiarazioni lasciando intendere lo sgomento provato in queste ore dai compaesani della famiglia del 22enne.

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