I “No tunnel” tornano alla carica: presentati tre nuovi quesiti referendari

IMG_8305E’ una “guerra fredda” senza soluzione di continuità. Da una parte una amministrazione “sorda” se non alle proprie volontà di procedere in tutti i modi alla realizzazione della infrastruttura. dall’altra i comitati cittadini che del “passante” che collegherà il porto con il lungomare nord Cristoforo Colombo non ne vogliono proprio sentir parlare. Nonostante la bocciatura già ricevuta in consiglio per il referendum i “No tunnel” balzano nuovamente alle cronache cittadine. Prima di tutto perché i comitati si sono riuniti tutti insieme dando vita ad un nuovo comitato promotore dal nome “Termoli No Tunnel” che ha indicato come coordinatore il professor Nino Barone. Secondo perché dopo la costituzione di questo nuovo gruppo, tutti insieme, hanno presentato e depositato tre nuovi quesiti referendari supportati da 370 firmatari.

Il primo quesito recita così: “Volete voi che l’amministrazione comunale di Termoli revochi la delibera di giunta comunale n° 291 del 05/11/2015, nella parte che prevede la realizzazione del progetto per la mobilità sostenibile urbana comprendente il tunnel (collegamento sotterraneo tra il porto e il lungomare Cristoforo Colombo)?”.

Il secondo invece chiede “Volete voi che l’amministrazione comunale di Termoli revochi la delibera di giunta comunale n° 291 del 05/1172015, nella parte che prevede il cambiamento di destinazione d’uso del costone di Piazza Sant’Antonio, attualmente indicato come verde pubblico e sottoposto a vincolo paesaggistico?”.

Infine il terzo quesito: “Volete che l’amministrazione comunale di Termoli revochi la delibera di giunta comunale n° 291 del 05/11/2015, nella parte che introduce il IMG_8306ricorso alla finanza privata di progetto, strumento esterno alla programmazione urbanistica pubblica, in una zona di grande rilevanza storica sottoposta a rigidi vincoli di destinazione d’uso?”.

Letti così i quesiti sembrano avere un senso e sembrano comprensibilissimi. Così come a suo tempo era stato il primo quesito presentato dai comitati no tunnel per l’indizione del referendum. La commissione indicata dal consiglio comunale che deve recepire e giudicare i quesiti ha però dimostrato che così non è. Ossia, che una cosa che appare totalmente comprensibile diventa incomprensibile per un gruppo di tecnici che devono giudicarne l’ammissibilità. Sono aperte le scommesse.

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